Archivi del mese: gennaio 2011

Francesca Coppola

Titolo : Mi lasci la voce, al suo posto

Autore : Francesca Coppola

farsi l’amore
come aprire la porta di casa
manomettere i freni in discesa
dischiudersi fin dalla radice
in una sfida che mi dà le spalle

e lo sai che eccedo di rum
nel babà
ma se togli il piano casca
e impregna ogni cosa
col suo effluvio, disorienta

poi è umana quella voglia
d’interrompere i monologhi
stracciando i verbi riflessivi
e costringerti al centro
di forze sconosciute

ma-stasera-mi-lasci-senza-voce

Francesca Coppola potete leggerla qui: http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/
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Cristina Bove

Titolo : Imperseguibile

Autrice : Cristina Bove

La voce si smorzava nel granito
ma non articolava suono
e c’era un grido
che tralasciava il vento
una domanda infissa nel silenzio

vidi parole
farsi ancora gesto
la mano pronta a proferire il senso
-non dire nulla e tutto-
così che ad ogni superficie ambita
giungesse la carezza

ad ogni pelle
il suono adesca il cielo e le colline
i mari
i muri
i ferri dei cancelli
le piastrelle sbrecciate dei cortili
-l’ode chi vuole-
i mantici hanno spifferi d’acciaio
rocambolesco il fiato
farsi bacio
ovunque fosse un labbro
un viso
un sogno.

Volere il tutto
Perdersi nel niente

Cristina Bove potete continuare a leggerla a questo link http://ancorapoesia.wordpress.com/
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Un giorno forse

Un giorno forse, le filiere fisseranno la vaniglia
e ti troverò sdraiata nelle setole
a leccarti i polsi slogati, che pensavi non servissero
che bastassero le braccia a consolarti
per non cadere in un letto senza vento
senza nemmeno le vele per salpare.

E tu, che ritorni tardi, niente pensieri
come gonne sotto le ginocchia, che tremano
avvitate sul lino del cielo, a lacrimare
di monili tesi al nudo di spalle
e poi pregare, in colore di grano
come le facce delle vecchie case
che lentamente si perdono di pioggia.

Ed io, che non trovo il tuo dio
forse nemmeno l’ho mai cercato
e sembra che il male tuo sia il mio
che sia ferro oppure seta non importa
o un’altro inverno. Di un’estasi mancata
dell’alba smorzata nel cuscino
che sembra notte, oppure silenzio
con il peso di un’incudine sui passi.


Clelia Pierangela Pieri

Titolo : Vetri

Autore : Clelia Pierangela Pieri

Dalle mescolanze armoniche che nelle mani sostano
dai tuoi dire e i miei seguire in clamori e soluzioni
passa un tempo che gioca a farsi serio e più non serve.
S’incanta il trapano del vicino ai timpani già offesi
poi la musica che – questa sì che è musica –
e io vinta muoio o solo rimango a ridere sguaiata
resto, che forse è sgomento. Resto a guardare i suoni
e non si può, tu dici. Non si deve, penso.
Non posso consegnare ancora a questa tregua
trilli attorcigliati al malumore guasto di un respiro.

Vola, neve, vola che ti rigiro e più non penso tu sia finta
porto con me un vetro e ballo, rido in questo non sapere.
Ho denti a digrignare se mai volessi accarezzarmi il ventre
mi trovi lì, tra finzioni e tolleranza, a spalancar le gambe.
E raschiano, raschiano ancora quel che resiste
biancore rovistato.
Scende il nevischio diradato.

Clelia potete continuare a leggerla sul suo blog dove scrive anche in prosa qui http://desasossego.splinder.com
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Di lanterne rosse

Ci sono occhi che ti manca la gravità
come giorni sopiti nei fiori di loto
quando ti piega il corpo di sabbia nudo
oppure il lento scorrerti il grano dei seni
lasciando il sole in punta di mani.

Vorrei fossi fatta di schiena, e sentire
il corallo nel grembo tuo di mare
tra le code distratte di sakamoto
che soffiano via le ciglia, come emigrare
attaccati alla coda di un uccello
e sfiorarne i continenti in tetti

Lo sai di cosa parlo, del timido
rotolare di mollica nell’ovale
o forse vederti in controvento
a sfogliare l’orizzonte, e discernere
in te un bagliore, il peso nullo
di lanterne rosse a cui non so arrivare


Pedro Navarra

Titolo : Mulattiere

Autore : Pedro Navarra

Se parto dal presupposto
rimanendo ciò che scrivo
che il mio dire è copia millesima
e miliardesima è la vita medesima
dovrò trovare uno scaffale
un magazziniere o un angolo per ripormi
ripropormi magari, domani:
in condensa sul vetro dell’umido mio-caldo inuscente
tra le rosse venature di occhi-tramonto
appassiti petali e rigoglioso uccello

Scopo e raccolgo a quintali
da pavimenti di cemento
pagine
e pagine di tutto:
”le linee di Nazca andranno protette
solo per un nome che ora manca da infangare”

”l’ambiguo che già pensava al volare
sarà stato corrotto, oppure un massone”

”madre, che ricordi
tra quei talchi e la bambagia
i miei sbuffi
tra sorrisi, delicati
nel sollievo a liberarmi”

”piove sulle strade
se non passeggio
al peggio scivolerò
tra lingue di gatti assetati
distratto e asciutto”

Ma oramai son le pietre a parlare, scolpite
più di poesia che della mia sconfinata voglia di schizzare
l’universo, di macchiare le piane; dei tondi poi ne dirò

Spirano nel gravitazionalpopolare le scelte originali
calamite fatte di cazzo dove morire
è più forte di noi: inutile
consuetudine
e libidine

Spingerei oltre le cellule i neuroni
voglio e non vogliono
capirei
capirai

Sono mulattiere la strade
e servono i micci

Potete continuare a leggere l’autore sul seguente link :
http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=174551&f=174551
Il suo nick logicamente è Pedro Navarra. Buona lettura


I tetti di teheran

Poesia in concorso. Ripostata fra un mese circa.


Roberta D’Aquino

Titolo : “Singolare presente passato”

Autore : Roberta D’Aquino

mi fermo ad una verità
io sono, sono stata
non posso dire neanche che sarò
per un bruciore d’occhi repentino

per un fascio di luce un assassino
arriva e ti deruba d’ogni altra verità

non posso dire al tavolo “sei tavolo”
o alle innumerevoli matite, alle loro punte
affilate o tonde che cerchiano
i percorsi della pioggia nei canali
di conoscerle come un nome giusto
se non fosse che mi rigano l’incolumità
come un bisturi e il foglio rileva una piega
in cui infilare dita, sbirciare come a una finestra

non posso dire che durerà

un giorno perderò il fanciullo
che ha tanto bisogno di parlare
smetteranno di piovere colori
di nascere nomi per quello che mi occorre
nominare

si resterà dimentichi, di corsa
su altre mille strade
e un me affacciato come un vecchio
con le gambe stanche.

Potete continuare a leggere le opere di Roberta D’Aquino sul sito Versinvena con il nick maridinotte a questo indirizzo : http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=174551&f=174551

Questo il suo blog : http://lamatassadiblubilla.splinder.com/


Nuovi orizzonti

Con il nuovo anno comincerò ad ospitare delle opere di altri poeti.
Il post sarà di una sola poesia e i relativi link dove andare a leggere l’autore.
Ho in mente con il tempo di ospitare anche racconti brevi in prosa.
Non vuole essere una rivista poetica ma solo un modo per condividere l’amore per l’arte.
Logicamente non ci sarà spazio per i pendolari della parola, cioè chi scrive tutti i giorni…perché per quel che mi riguarda non è poesia ma pensierino scolastico senza senso.


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