Alkaid (eta)

La coda serpeggiava nella pioggia
l’equinozio era sparito
e tra le dita di un giovane mago
scorrevano le illusioni
di tutto il genere umano.
Tu eri seduta che sembravi un fossile.
Il ricordo di un’era di un anno prima
una metafora di madre
persa come Alice a rincorrere il bianconiglio.
O forse quello perso ero io
quel sapore metallico di sconfitta
e quel freddo prima
quando sai che diverrai ghisa
e sabbia. A camminare sul Sinai
in bilico fra le dune.

Informazioni su Gianluca Corbellini


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