Archivi del mese: maggio 2011

Una nuvola qualunque

Sono state forse le consuetudini
a fermare le distanze fra le porte
quelle che si bussano continuamente
come a cercare di risorgere fra gli stipiti
(perché raccogliere anime è un mestiere da mendicanti)
tra gli spazi riempiti di saliva e polvere

a volte è difficile scalarmi i polsi
dividere le tracce in un’onda incondizionata
e poi chiudere finalmente gli occhi
cercando il giusto prezzo da pagare
quel poco di umanità rimasta
perché certe scale sono un’occasione
di rimanere incastonato nella fronte.

è tempo di riportarmi dalle libellule
nelle fluorescenze delle ali che mi donano
scartando i coni di spine audaci
che cercano di penetrare la carne
oppure seguire la natura delle cose
derivare tra i castagni e gridare al cielo
fino a toccare l’atmosfera ed oltre.

troppo difficile vedermi in questa luce
senza mietere il grano dei giusti pesi
e scendere da questa balaustra di cotone
che sembra invitarmi al volo cieco
(come saper suonare il perdono dei vinti)
per ritrovare un suggerimento dall’alto
un sole caldo o una nuvola qualunque.


Gusci di noce

 

Lo so, amarsi sotto le bombe è peccato
si rischia di rimbalzare sui tetti
come bambole di pezza
col guscio di noce in testa
e il bottone delle grandi occasioni

così
si fa l’amore a mezz’aria
a segnarti i seni di farina
e la consapevolezza delle gambe
(come porti, aperti alla ruggine dei natanti)
che vorrei nastrarti di giada
fino a cristallizzarle nell’universo tutto

come rondoni che dormono in volo
senza mai atterrare sui platani
a domandarci quali istinti ci leghino
e quando ci estingueremo nel bianco
di piccole arti in porcellana
dimenticate sui ripiani polverosi
ma sempre a tenerci per mano


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