Roberta D’Aquino

Titolo : “Singolare presente passato”

Autore : Roberta D’Aquino

mi fermo ad una verità
io sono, sono stata
non posso dire neanche che sarò
per un bruciore d’occhi repentino

per un fascio di luce un assassino
arriva e ti deruba d’ogni altra verità

non posso dire al tavolo “sei tavolo”
o alle innumerevoli matite, alle loro punte
affilate o tonde che cerchiano
i percorsi della pioggia nei canali
di conoscerle come un nome giusto
se non fosse che mi rigano l’incolumità
come un bisturi e il foglio rileva una piega
in cui infilare dita, sbirciare come a una finestra

non posso dire che durerà

un giorno perderò il fanciullo
che ha tanto bisogno di parlare
smetteranno di piovere colori
di nascere nomi per quello che mi occorre
nominare

si resterà dimentichi, di corsa
su altre mille strade
e un me affacciato come un vecchio
con le gambe stanche.

Potete continuare a leggere le opere di Roberta D’Aquino sul sito Versinvena con il nick maridinotte a questo indirizzo : http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=174551&f=174551

Questo il suo blog : http://lamatassadiblubilla.splinder.com/

Informazioni su Gianluca Corbellini


4 responses to “Roberta D’Aquino

  • Enrica

    Veramente interessante. Andrò a leggerla. Grazie del consiglio.

  • eirene

    è la filosofia che accompagna la nostra vita legata al tempo e all’analisi che di esso facciamo. brava piaciuta molto. grazie gianluca

  • Gianluca Corbellini

    Fino ad oggi mi sono domandato se commentare o meno le opere degli artisti che propongo. Questo perché secondo me un buon padrone di casa dovrebbe, per quel che riguarda l’ospitalità, essere presente il meno possibile. Peró è anche vero che se lo si fa con garbo qualunque cosa risulta ben accetta.
    Trovo nella poesia un accostamento all’eleganza del riccio della Barbery. Sicuramente questa sensazione è dovuta all’impostazione filosofica che Roberta ha dato all’opera. Però è anche vero che la domanda, sempre come la sento io, che l’lautrice si pone è se questo continuo cercare se stessa, attraverso le sue opere, durerà per sempre o se un giorno tutto questo svanirà. Se non riuscirà più a vedere con occhi di poeta una qualsiasi cosa, come aver paura di precipitare in quel nichilismo che pervade gran parte della società moderna. Forse un giorno tutti noi saremmo quel vecchio stanco ma fino a quando doneremo le nostre parole faremo parte di quell’isola piccolina che forse dopotutto nemmeno c’è.

  • rob

    Lo so, sono sempre in ritardo…
    Ti ringrazio moltissimo per avermi ospitato nel tuo blog, Gianluca! e anche e soprattutto per il tuo garbato e “azzeccato” commento. Il libro della Barbery è uno tra i miei preferiti e perciò il fatto che tu ci abbia scorto un parallelo mi onora. Hai anche avvertito la mia paura di essere sopraffatta dagli eventi della vita quotidiana e così di non riuscire più a scrivere. Per me è un vero tormento che si fa più sottile e fastidioso in questo mio momento di buio poetico. Ma sono le persone come te, come Irene ed Enrica (che ringrazio del passaggio), ad affievolire la fitta al fianco con le loro parole e a infondere il coraggio necessario per sorvolare ed atterrare sulla nostra piccola “isola che non c’è”.🙂

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