Archivi del mese: febbraio 2011

Mary Simonetti

Titolo : Una sfera agrumata

Autrice : Mary Simonetti

Una sfera agrumata
illumina dall’alto astanti rosse e grigie
in odori asettici
nell’attesa di conforto
a circondare un unico e basso
mosaico fatto di spicchi.
Nell’aria canzoni di amori teneri
di lacrime fin dentro le mie ossa
che tardano a venire
seppur spingono pungono
sul cerchio sul dito.
Luce memore di frutti lontani
riflette su sfondi appena gialli
barche e calette e gioia
e preti ortodossi in piccole chiesette
bianche
che sapevano d’arancia
come le ombre nitide di Benitses*
tra le ciglia.

Titolo : Le cose che cadono

Le cose che cadono
si rompono sul cuore
sono come lame affilate
che s’inabissano nel tempo
e lo trasformano in nebbia.
Sono fogli bianchi
di lettere mai scritte
foglie secche
urlanti sotto i piedi.
È frantume d’amore
o polvere.
Queste cose dolorose
come sale su sangue
mi portano in basso
e smetto di contare le stelle
e adesso scalza su cocci
conto le cose che cadono.

Mary Simonetti non ha link dove poterla leggere, è per questo che ho postato 2 poesie, ma ha scritto un libro e vi lascio il link per comprarlo :    http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/788
Altro link :  http://www.ibs.it/code/9788878485747/simonetti-mary/cose-che-cadono.html

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Un grazie speciale

Questo è un post di ringraziamento per una poetessa che in questi giorni mi ospita sul suo blog. La scrittrice in questione è Antonella Taravella. Oltre ad essere onorato, ciò che mi rende felice è la consapevolezza di aver fatto la migliore delle scelte a sganciarmi dai siti di scrittura…
Che dire ad Antonella…queste cose ancora oggi mi emozionano, grazie davvero.
Questo il link http://catastrofe.splinder.com/post/24184429


Nella carne

Di quelle notti che bagnano le lenzuola
a catturare un’ala di luna sofferente
di piume che impagliano le forme, e i gomiti sugli occhi
non servono a svanire nella botola di cielo
per resistere all’assedio, nel fondotinta
di un segnalibro tenuto dalla luce.

I tuoi voli sono pieni, nella nuca
di chi si tiene equidistante, quasi filo d’erba
con lo stelo nudo al moto ondoso
svezzato in una faglia che piega l’ebano
nelle spinte dei fianchi larghi, e le anche
che mi provocano l’orgasmo tutto.

E’ nella sola carne che mi entra
un’onda grigia, prima di sparire preme
la sento, per darsi ai punti fissi
con la foga di un predatore, il nulla
e l’istinto, nel mezzo la penombra
rubata al sonno dell’universo curvo.

Tenerti le mani addosso
(ad un soffio dal capriccio)
e rilegarti i capezzoli di spago
come ponti, a discernere il ventre fondo
e poi la bocca, di mosaico frastagliato
che disegna pioggia a tratti, feroce
a lasciare pozze in cui annegarmi.


Salvo D’Angelo

Titolo : Era Catania a farti mia

Autore : Salvo D’Angelo

Non era bigio il sole
a scaldarci d’inverno
né la sera ai piedi del vulcano
che la terra brulla
esulava dai miei occhi,
era il mare e quella luce
che rivelava
la natura cangiante
di due iridi cobalto,
i dubbi erano lunghi
quanto la via Etnea,
le voci foriere
m’eludevano
fino a piazza Borgo
laddove
vivevi in affitto

-vivevo in conflitto-

Era Catania
a farti mia.

Salvo potete leggerlo qui : http://salvodangelo.scrivere.info/ con il nick Panta Rei
In questo forum che amministra : http://lamalavoglia.forumfree.it/
e con il nick Salvod qui : http://versinvena.freeforumzone.leonardo.it/


Pazzo, amante o inquisitore

Sempre più spesso mi chiedo
se non sia meglio arrendersi al vento, lasciarsi andare
come un’ombra sbattuta in verticale, e poi
legarmi gli occhi alla coda di un cavallo
ondeggiando alla terra di risacca
cercando un grano di sole per ogni fine

ascolta,
il passo chiuso dei cassetti nelle favole
che si fasciano di polvere, come ragazze anni quaranta
con i piedi asciutti in riva a un fiume
perché il tempo è una festa di ferite
e piega le ginocchia affaticate, dei tormenti
dei troppi dubbi consumati nelle tempie

ti prego, lasciati bere dai lampioni
mentre cammini un miglio avanti, ed io
indietro di una luna, a cercare le tue labbra
a fissarti i punti nella schiena casta
come le vecchie madri in bilico sull’uscio
a guardare i figli tutti, a partorire ancora

che sia pazzo, amante o inquisitore non importa
né le ore passate di bocca sul cuscino
a mangiare la voglia di pane con il cielo
a godere il futuro al seno tuo nudo.
Forse di questi giorni non resteremmo che noi
tu ed io, a sopravvivere ai continui crolli
di palchi troppo fragili per sostenerci tutti.


Antonella Taravella

Titolo : Fragmenta

Autrice : Antonella Travella

1#

Rendiamo grazie a questo stato delle cose
all’inverno che arriva come un morso alle gambe
al silenzio che non avrà di che discutere, esiste
nei cieli e così in terra, rendiamo sempre un pensiero
sul polso del dolore, la vena aperta è l’infezione

2#

Tu arrivi dove ancora la mia tenerezza non è
dove l’impegno di una catastrofe
è solo altro respiro, nel vuoto dei tuoi occhi bui

3#

La schiena vibra appoggiata nell’acqua,
stanca, sfiorata dalla ceramica fredda
venature di bocca violamarino, tempo
e quando sboccia l’alba dal ciglio bianco
strizza la parola fra le dita gonfie d’aria
cercando perdono nella neve.

4#

Ed io vengo e ti porterò l’inverno nel rovescio del cappotto intrecciato alle ossa
descriverò l’incavo, la curva e le parole non dette tenute dalle mani in tasca.
ti porterò l’inverno, stanotte, quando infine mi stenderò accanto, tacendo.

5#

Vienimi feroce muto in affondo
si percuote la morbida tela di ragno
occhi in vertigine all’indietro biancoceruleo
come nidi su schiena e cosce
mentre mi baci la bocca
come polpa di fragole mista a certe sottili bugie
amami di notte bagnando le strade
cannibali di mani ed altro
il tovagliolo deturpa il rossetto in sbavature sottili
di pelle e zolle disorientate.

Antonella potete seguirla direttamente sul suo blog qui :
http://catastrofe.splinder.com
E’ anche autrice e redattrice qui :   http://poetarumsilva.wordpress.com/

ed è anche autrice dei seguenti libri :

-Gravida è la notte, Ed. Lulu, 2008

-Vertigini Scomposte, Ed. Smasher, 2009

-Sbocciata nelle Viscere, Ed. Smasher in uscita.


Senza quasi respirare

Poesia in concorso. La riproporrò fra un mese dopo gli esiti del concorso.


Fiorella D’Errico

Titolo : Lettere dal ventre (16)

Autrice : Fiorella D’Errico

Dico del ventre come avesse acqua, lo scroscio che annuncia
una presenza. Come se fosse mare, abitato, e nave
scorrendo in corpo con i suoi tremori.

Tutto nasce da lui. Lo nutre la forza
che è degli animali sparsi al mondo: quanto più scarna la vita
sempre lontana dalla morte.

Questa poesia fa parte di una raccolta che si intitola Lettere dal ventre.
Fiorella D’Errico vive e lavora a Roma. Sue poesie sono state pubblicate su alcuni blog letterari: Versinvena, Blanc de ta nuque, La Stanza di Nightingale, Viadellebelledonne, Vir-us poesia, Le Vie poetiche. Ha un suo  blog  http://fiorelladerrico.wordpress.com


Di grano, laghi e di pazienza

Poesia in concorso. Da ti torre fra un mese dopo gli esiti


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