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Antonio Bux

Titolo : Ucronìa

Non sapevamo la luce (ché il buio dipinge meglio
le ombre attente alla nudità della notte)
una vita che scorre nell’universo immobile
-qui resta la vera tragedia l’anima- viso
invisibile agli occhi che non oltrepassano
la superficie dello sguardo nell’esilio
necessario da tutto e nel vuoto
di qualsiasi nuova o antica forma
noi non ci saremo -ancora una volta-
per la cancellazione dell’eterno.

 

Titolo : Resti dall’altro oltre

Dalla chiusa fronte s’immagina
una mente cresciuta retrocedere
dal mondo che è universo nel dare
suono a quel vuoto che tutto sente,

ma manca l’uomo all’uomo, l’irreale
spazio non dato a vedere per essere
punto di non ritorno oltre cammino
passo nel passo d’eterno destinarsi.

Dove tutto si ascolta tacendo
-anche l’acqua cantare la notte-
nel mare ospitando le ultime stelle
e sabbia germogliare dall’onda
come fermo il mondo scorrendo
trasparente nel vuoto del respiro;

e siamo invisibile richiesta sapendo,
dimenticando d’essere anche un rivelare
silenzioso terreno dell’inascoltato
inumana domanda nel rivolgerci parole:

“dì noi ancora, precipizio del tempo
del mietere ricordi utili a dimenticare
il miracolo del mondo e le redini
dei cavalli d’una mente universale,
e lascia vita uccidere i suoi uomini
e parole scorrere invano dagli occhi”

che vanno nell’andare deserto
pensieri bagnati di fonte
straniera nello scorrere
a valle del delta pensiero
e parole splendenti di sale
cristallizzando un muto mistero.

Antonio lo potete leggere su questo link http://disgrafie.blogspot.com/

Il blog è nato da poco ed è per questo che ho messo due poesie.

 


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