Di lanterne rosse

Ci sono occhi che ti manca la gravità
come giorni sopiti nei fiori di loto
quando ti piega il corpo di sabbia nudo
oppure il lento scorrerti il grano dei seni
lasciando il sole in punta di mani.

Vorrei fossi fatta di schiena, e sentire
il corallo nel grembo tuo di mare
tra le code distratte di sakamoto
che soffiano via le ciglia, come emigrare
attaccati alla coda di un uccello
e sfiorarne i continenti in tetti

Lo sai di cosa parlo, del timido
rotolare di mollica nell’ovale
o forse vederti in controvento
a sfogliare l’orizzonte, e discernere
in te un bagliore, il peso nullo
di lanterne rosse a cui non so arrivare

Informazioni su Gianluca Corbellini


17 responses to “Di lanterne rosse

  • morfea

    che sublime meraviglia.

  • Pedro Navarra

    E’ di parole piene, ma che sanno starsene leggere nella posizione in cui tu le hai messe.
    Sai richiamare bene quelle atmosfere: ci si entra a piedi nudi e ci si può girare.
    Bellissima Gianluca, sei migliorato tanto. Bravo, sai che sei riuscito a stupirmi?
    Pedro

  • Enrica

    C’é tutto, sentimento, originalità, un quieto canto che si lascia cullare. Stupenda

  • greta rosso

    è passato parecchio tempo dall’ultima volta che una poesia mi ha commossa, di schianto, fino agli occhi. la tua poesia è un’arma che mi piace e di cui sento perfettamente il taglio.

  • eirene

    è un turbine di emozioni… travolge i sensi e il cuore. molto bella

  • rob

    e meno male che sono venuta a leggere… è uno splendore questa poesia, caro mio! bravo, bravo!

  • selva

    “il lento scorrerti il grano dei seni lasciando il sole in punta di mani”
    che l’altezza verso la quale t’incammini non mi stupisce
    che so quanto sempre più volerai alto.

    Grazie
    clelia

  • Pattyrose

    Davvero stupenda, hai saputo trasmettere emozioni… Come in tutte le tue che conosco, ma questa forse ha una marcia in più. L’unica che rimarrà sempre in cima è quella per la tua mamma… Un abbraccio.

  • Gianluca Corbellini

    Grazie infinite a tutti…veramente è un piacere vedere certi commenti :))

  • cristina bove

    la poesia di Clelia è tra quelle che amo per come sa trasmettere pensiero ed emozione, in qualsiasi forma si cimenti, nella scelta degli argomenti, nella forza che sempre i suoi versi sprigionano.
    grazie e un grande abbraccio
    cri

  • cristina bove

    Ho riletto e mi scuso di esssere stata disattenta, non avoco altre giustificazioni se non quella della fretta per motivi seri. Cosa che non mi esime dal rammarico di non aver saputo cogliere nei versi anche altro, oltre che la bellezza.
    Mi perdonerete, spero.
    Intanto ho imparato io stessa qualcosa di molto importante: che leggerò soltanto quando sarò al meglio delle mie facoltà fisiche e intellettive, e non commenterò solo per gentilezza.
    Un caro saluto e un grazie di cuore se mi scuserete.

  • rossella1953

    Eccomi riuscita a salpare finalmente. Mi fermo qui ma quel dico vale per tutte le tue. Sono stupecenti, tutte. Pensare che c’è di deve assumere sostanze per raggiungere lo stato d’estasi in cui ora io sono.

    <un caro saluto

  • Samoaintutu

    È scritta molto bene caro Gianluca,ma ,per mio gusto, c’è troppa ” profumeria” ( so che non ti offende un po’ di ironia ) . Esattamente come certe piallate sinfoniette di Sakamoto che , come pure nel tuo caso, preferisco quando è meno levigato ed omologato. Ti leggo più volentieri quando diventi più aspro e sfuochi l’immagine sporcandola di una realtà più terrena
    che non teme di mettere in luce certe contraddizioni delle immagini patinate di tanta,troppa poesia in circolo. Il tentativo di utilizzare certe parole così abusate non è di per se da dileggiare,ma qui io leggo un arrendersi al sentimento senza che vi si eserciti l’autorità di una lucida analisi personale. Insomma ,mi pare che la tua soggettività ( quella che ho imparato a conoscere ) venga un po’ sommersa e sparisca sotto il desiderio di una tensione e di un piacere estetico che traduca le sensazioni in una sorta di immagine nitida,quasi oggettivamente ” bella ” . Aggiungo anche che di te ho spesso ammirato una certa capacitá a liberare il femmineo che c’è in ognuno. Ma mi dà più piacere quando lo fai in maniera più irrazionale e meno omologata rispetto alla schiera di vestali che ben sappiamo ( e che ,ahimè, ritrovo anche qui ben goffamente rappresentatesi ) .
    Bon,è tutto. Spero non ti sia di offesa la mia lettura. Ma non giro per blog aspergendo incensi.
    A presto.

  • Samoaintutu

    D’Altra parte perchè ” la pietra accetti di fiorire ” ( giusto per citare il verso di Celan da te postato in FB e che mi suona in qualche modo direttamente legato a questa poesia ) bisogna che si operi ,attraverso la poesia o l’ amore,come preferisci tu,proprio quella forzatura delle leggi di natura che poesia e amore sono in grado di curvare verso orizzonti non canonici. In questo tuo testo quello che sento ,magari sbagliando,è invece un seguire strade giá ” asfaltate” .

  • Gianluca Corbellini

    Grande samoa, ogni tuo commento, anche se in una poesia molto vecchia, risultaper me un onore e un onere per migliorare la modalità di scrittura….e verò quel “profumeria” che per motivi di stima non hai scritto “melensa” che attanaglia un certo tipo di scritti di un tempo…Grazie davvero sai la stima che ci unisce.

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