Archivi del mese: gennaio 2012

Ventisette luglio

Un giorno come tanti
dall’aria di continenti alla deriva
per non saperci stretti
poco inclini ai confini disegnati

come chi non si basta
e sembra contare miglia sulle dita
fino a dieci e poi riparte
o forse mai

perché certi viaggi cominciano dagli occhi
li puoi sentire ;
la pausa prima della virgola
il vento forte sui viadotti
un letto bianco, un divisorio

questione d’equilibrio
sentirti ancora qui vicino
come due natanti legati al molo
che si  sfiorano nei fianchi
a intervalli irregolari

prevista neve al mare
ma è estate e nemmeno piove.

 

Sedimenti

E poi iniziammo a camminare
improvvisando centimetri siderali
come si improvvisano le parole
il più delle volte non revocabili

dettagli
che un giorno, chissà, ci serviranno
per un ritorno
con lo stesso odore di terra di adesso

tornare da cosa poi ?
dalle rive opposte
che non coniugano mai. Dai margini di un foglio
privo di qualsiasi significato.

L’appartenenza a un che
non ha perché da svelare
ma solo sedimenti da raccogliere


Senza titolo

E poi non rimane che un verbo imperfetto
di quelli che sembrano pesare una luna
che proprio non riesci a sostenere

difficile
come trovare l’uscita d’emergenza
un’ostia di vento
due ginocchia sane dopo la preghiera

per pregare cosa poi
che due gradi di latitudini traverse
diventino premonizioni
pezzi da collezionisti di pioggia
e vecchi ombrelli

spigolature, penserai
come tralasciare le ferite
di un mancato coraggio
degli occhi, tenuti chiusi
proprio sul lascito di un cielo aperto

perché vedi, ciò che non si dice
è una lontananza parallela
come quando i quattro cantoni erano occupati
e io, rimanevo da solo nel centro


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