Archivi del mese: novembre 2011

La scrittura secondo me

LA SCRITTURA SECONDO ME

Autore : llMezZanottEll

 

Io vi avviso: non so come ne uscirete da questa lettura. A dire il vero, non so come ne uscirò io stessa, dopo che avrò scritto e soprattutto dopo che avrò messo in piazza la contorta e  perversa storia che mi vede protagonista. Infatti, dopo anni in cui mi diletto a scrivere, ho deciso di analizzare tutto ciò che ho scritto, visto, sentito e provato, da un punto di vista filosofico-psicanalitico. Filosofico perchè, volendo analizzare i confini del possibile e dell’assurdo, solo la filosofia può compiere quell’indagine logico-illogica senza la pretesa di trovare un modello perfetto e non confutabile. Mi piace essere confutata, lo ammetto. Psicanalitico perché scrivere è un fatto intimo, e come tale la radice risiede nell’abisso di ognuno di noi, il cui fondo è inarrivabile. Ecco perché una volta iniziato il percorso, non si smette mai di scavare per ritrovarsi. Ora, vi starete chiedendo il perché io faccia tutto questo . La risposta è semplice, ma non scontata: analizzare tecnicamente il mio misterioso rapporto di coppia con la scrittura, dal momento che in un certo senso ha avuto e continua ad avere un preponderante peso nella mia vita. Se non l’avete capito, lo faccio perché come ogni innamorato che si rispetti, non posso non raccontare al mondo intero ciò che  ritengo la mia più bella storia d’amore mai vissuta. Io e la scrittura, che  badate, per me ha sesso maschile.

 

Fondamentalmente infatti  credo che questo struggente connubio di anime abbia proprio un valore amoroso,  perché è un qualcosa che sento fortemente intrecciato a quella convulsa dottrina riguardante anima e sentimento, amore e odio, vita e morte, psiche e techne  e razionalità e follia tipico di ogni legame stretto e sanguigno . Disse infatti bene Gorgia nel suo “Elogio di Elena” : “ I divini incantesimi compiuti con le parole possiedono una potenza che blandisce l’anima persuadendola e trascinandola con il loro fascino”. Credo infatti che io , in un tempo che non riesco ancora a definire, ne sia stata fatalmente travolta, senza saper fare più ritorno alla normalità. Io amo, dunque scrivo. Un po’ come l’internazionale  “ cogito ergo sum” magistralmente reinterpretato da Agota Kristoff , con :  “ chi non ha scritto nulla nella propria vita, non è mai esistito”. E ricordo che anche Plinio il vecchio consigliava fin dai tempi che furono:  Nulla dies sine linea. “Non lasciar passare neanche un giorno senza scrivere una riga”.Dunque, ricordatevi di amare ogni giorno.

 

Mi sono infatti sempre chiesta che tipo di rapporto avessi io con l’ossessione di scrivere, che tipo di rapporto fosse in generale quello tra me e la mia innata attrazione per le parole, in che modo io scrivessi. Riflettendo e scrivendo in tutti questi anni, sono arrivata ad una conclusione agghiacciante, un po’ aristotelica un po’ nietzschiana, un po’ platonica, un po’ shakespeariana ,  un po’ aulica, un po’ sclerotica: la scrittura è  proprio il mio amante perfetto.. E lo è perché mi assomiglia: parla molto, mente, si dichiara,  e spesso culmina nella dichiarazione in cui finisce. A “ poli opposti si attraggono” non credeteci poi tanto, credete piuttosto a “ chi si piglia, s’assomiglia”.

 

Io e il mio amante ci amiamo perché siamo simili.  Perciò in virtù di questo riusciamo a fonderci e a coesistere nelle tante svariate sfumature. E non c’è perpetuazione, non c’è routine, non c’è noia, seppure siamo sempre io e lui, lui ed io, un universo che esiste e si distrugge a piacimento, e che prova goduria carnale e mentale nella disintegrazione e nella rinascita di sempre nuove combinazioni. Insomma è un amante contradditorio ed indecente, discreto ed invadente, eppure perennemente presente e comprensivo. Ma mai uguale a se stesso. Per questo io e lui siamo profondamente corrotti dentro, corrotti dal piacere di essere insieme, di essere altro sempre e al contempo noi stessi. In svariate forme siamo: piattole, topi, fiori, cipree, luce, buio, palazzi, capanne , strade, puntini nel nulla, buffoni, scienziati, ponti, sostanze corrosive o lenitive . Amore come scrittura, scrittura come metamorfosi continua. Una coppia, una cosa sola , una mala pianta che trae nutrimento da tutte le manifestazioni umane legate all’amore: tradimento, gelosia, idealizzazione, insulto, e persino nella prostituzione consapevole e consenziente . Si può chiedere di meglio di tutto questo vivere sulle montagne russe così tranquillamente come se si stesse passeggiando in campagna a raccogliere mammolette ?

 

Ovvio che come tutti gli amanti che passano la vita insieme, non sanno dire cosa vogliono l’uno dall’altro, perché non è certo solo per il piacere carnale che due amanti provano una passione così ardente a stare insieme, ed allora è chiaro che questo nostro legame è nato in un cosmo primordiale, dove tutto viene espresso come vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e oscuro. Io scrivo e non so cosa scrivo, né pretendo che qualcuno me lo spieghi , perché credo a quella frase di E. Dickinson, la quale ebbe a dire:  “ Che l’amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore”.E la scrittura come l’ amore non ammette definizioni e limiti di fatto. Per questo è anche inganno. Si rompe lo specchio, ci si immagina proiettati in quello scritto che si ammira, e si gode poi l’immagine del proprio io, anche se lo si chiama con il nome di un’altra cosa, e con l’illusione di aver creato una nuova immagine. Invece è sempre la nostra stessa immagine, la nostra forma che varia nel tempo e nello spazio.

 

E’ inutile ora che vi dica che come in tutte le coppie che si rispettino , esiste dunque all’interno un legame complesso, che non prescinde finanche dall’odio. Infatti scrivere è anche odio,  e come tale quest’ultimo  mira a sfociare violento in ogni fiordo, itzmo e fiume , mirando così a sbarazzarsi del proprio impercettibile essere oggetti per l’altro e abolire la propria dimensione di alienazione. Ciò equivale a realizzare un mondo in cui l’altro non esiste. Chi può negare infatti che quando si scrive stiamo desiderando in realtà solo il nostro desiderio di predominio e assolutismo di esistere? Predominio ed assolutismo che tanto si avvicinano alle caratteristiche di quella che viene detta prostituzione. Mercifichiamo noi stessi per migliorare la nostra condizione, godendo del fatto che siamo in diritto di  non instaurare legami,  continuità e dedizione, né altre fatiche che qualche ingenuo chiama virtù. Quando scrivo spesso mi prostituisco, voglio cioè anche essere  restituita  al disamore, alla svendita dell’intimo, al sadismo di buttare le mie parole in faccia a qualcuno ferendolo a morte se è il caso. Insomma senza tirarla per le lunghe, per dirla alla Celine “ Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto” come ho sempre amato, aggiungo. Ed ora che ho fatto questo excursus, non credete che io ne sappia qualcosa di più di ciò che scrivo, cerco solo di affidarmi al mio amante per rendere meno dolorose le mie illusioni.

 

Breve biografia dell’autore: llMezZanottEll è una e-writer che scrive dal 2005 in scelta di assoluto anonimato. Schiva ,riservata ed estremista per carattere, ha sempre declinato ogni invito di partecipazione ad eventi , a blog, riviste letterarie e meeting di poeti contemporanei, ritenendo la sua libertà di inesistenza, sua primaria fonte di ispirazione. L’unico blog a cui a scelto di partecipare nel tempo è il magmatico Thecatswillknow, da lei ritenuto di radice candido-anarchico-intellettual-integralista. Ella dichiara di non sapere cosa scrive esattamente, se prosa o poesia, se sogni  o profezie, lei proprio non lo sa, ritenendo ogni sua parola, una sorta di divinazione /maledizione  proveniente da luoghi pressoché sconosciuti. L’unica cosa che dichiara è che le sue parole hanno sempre avuto ed hanno solo e soltanto la consistenza di un pasto nudo. Principali ispiratori dell’autrice sono: William S. Bourroughs, Umberto Galimberti, Cristina Campo, Djuna Barnes, Anna Maria Ortese, Simone Weil, David Foster Wallace, James Ballard, Stefania Tupputi , Marina Pizzi. Occhio particolare e recente fonte di ispirazione per l’autrice è il medico scrittore Giorgio Todde.

 

Citazione di un frammento dell’autrice: “ Domandati circa i tuoi rem imbarazzanti, il disagio dato dai tuoi occhi sgranati su ciò che chiami amore. Domandati se per caso non provengano da un tuo mai superato 1200 nell’anima o dalla insensata folle corsa dei tuoi anticorpi nel nulla che ti circonda e ti distrugge piano ”.

 


momento armonico

Poi capita di svegliarsi soli
in uno di quei giorni gassosi
senza mattine
e senza mani a tastare il comodino

lasciare gli occhi sul soffitto
sperando in un grandangolo
perché misurare i chilometri alla fine
è un atto di fede

lo sai, la mancanza è un articolo indeterminativo ;
il momento armonico, un periodo lungo
orfano di virgole
una prefazione

di pagine come rotaie
e di un treno merci
che non passa, se non dopo il tramontare


Le mot imaginaire

Titolo : Lo sguardo serafico

non spiare la ristrettezza del tempo
le sue coperte il suo nutrimento
sulle vaste pianure moribonde
i topi corrono
bisbigliano
complottano
perché rimanga la peste

sul grano
sulla rosa
sulla felicità

dal sentore
perfezionato, noi
dormiamo
nell’eternità,
in un secondo
lo sguardo serafico
che silenzio!

le ossa si urtano deposte laggiù
il becchino raschia e gratta
quel che rimane di noi
la carne e dopo
il grido.

 

Titolo : Abitudini

sentivamo caldo nella salita, freddo nella discesa
abbiamo imparato a sciare
anche quando non c’era la neve
la migliore linea possibile da seguire,
persistenza dove vai?

piante alpine, perdita di peso, incontri
amore, mancanza d’amore, troppo amore
coltellino svizzero, fragilità, abbandoni
momenti sclerotici, cavalieri partiti
valigie, torta di prugne, consumo di psichiatria
intrattenimento col mondo

l’attore e il mago
tagliano gli alberi
e i sogni

il mago è quello che prende il potere
l’altro non ha la perfezione del ruolo
la rappresentanza inconcludente
offre solo un punto di partenza
nella tenerezza disimparata,

appena ho visto il giorno
ho preferito la notte
per vedere meglio la luminosità
delle stelle e del silenzio.

 

Le mot imaginaire potete leggerla su questo link ; http://imaginaire.splinder.com/


Samoa

Titolo : Cospirazioni catalane

Dicono che in questo istmo
ci vengano gli amanti
a sciogliere i nodi dei legami.
Sarà perché la bellezza aiuta
ad inscenare il dolore
quando è un miraggio
e sta altrove.

Ed io ci sono venuto
con te ,per te
forte di un proposito e della promessa
di un attimo di resa all’evidenza.

Ma ci sono troppe bottiglie di plastica
e troppi fazzoletti di carta
per dare credito alle leggende
e non subodorare
il tradimento delle premesse.

Infatti presto scorgo le ombre alle mie spalle.
I passi e i sussurri dietro le fronde.
Che differenza fa la natura
quando non si è disposti
a svestire i panni di scena ?

Mentre l’americano uno e novanta
si inoltra tra i pini
( senti come gli scricchiolano gli aghi
sotto i piedi abbronzati )
ti becco a seguirlo con gli occhi che hai
( i tuoi occhi poveri di me)
e il tentativo di una catarsi a buon mercato
si muta in stremato cliché

Ti dico di andare.
È come slegare il guinzaglio
ad un cane fedele ma troppo noioso
per non desiderare d’essere crudele.

E perdo anche l’ultimo treno.
Rimedio una canna dal francese ubriaco
che pure ci prova
nonostante il mio sguardo furente.

Dicono che a Garraf ci sia una spiaggia tranquilla:
domani prenderò il sole
sdraiato tra le famiglie.

Tu invece stai meglio
imprigionato in questa poesia.

Titolo : Ogni giorno è come Domenica

Seducono i luoghi dove s’annuncia l’agonia.

Guardiamo un episodio inedito
del Dottor House
e ci divertiamo
mentre tutti vomitano o sanguinano
mostrando quello che hanno dentro :
organi veri, protetti dalla pelle, mica seni o peni .

Noi si cena
e mi domando che meraviglia
spinga l’istinto alla resa come un pugile suonato
e non censuri .

Discorso che tenta lallazione :
incuriosisce prima del terrore
vedere un coccige ritornare coda.
Poi è tardi per tirarsi indietro
davanti ad una strada priva di bivi.

Restiamo nella piazza nuovamente
solo accanto ,gli accendini accesi
mentre sbaracca il luna-park
e si inchiodano le assi su portoni.

Quindi per questo
ad altre latitudini
avviluppa una parola scritta male ( perkè) o in fretta ( ke)
se si sbraccia a simulare corpo
senza fare testo mai.

Festa finita ma
non è silenzio questo
nemmeno il grido che ti aspetti
sempre il medesimo fruscio.

Tenderei allora a rimanere la ragazza di provincia
che incontrerà il destino o no magari
(sperare è la prova generale della morte )
sola
sulla banchina ferroviaria
con un sacchetto per lo shopping
sulla faccia.

Samoa non ha link dove potete leggerlo per adesso.


Antonio Bux

Titolo : Ucronìa

Non sapevamo la luce (ché il buio dipinge meglio
le ombre attente alla nudità della notte)
una vita che scorre nell’universo immobile
-qui resta la vera tragedia l’anima- viso
invisibile agli occhi che non oltrepassano
la superficie dello sguardo nell’esilio
necessario da tutto e nel vuoto
di qualsiasi nuova o antica forma
noi non ci saremo -ancora una volta-
per la cancellazione dell’eterno.

 

Titolo : Resti dall’altro oltre

Dalla chiusa fronte s’immagina
una mente cresciuta retrocedere
dal mondo che è universo nel dare
suono a quel vuoto che tutto sente,

ma manca l’uomo all’uomo, l’irreale
spazio non dato a vedere per essere
punto di non ritorno oltre cammino
passo nel passo d’eterno destinarsi.

Dove tutto si ascolta tacendo
-anche l’acqua cantare la notte-
nel mare ospitando le ultime stelle
e sabbia germogliare dall’onda
come fermo il mondo scorrendo
trasparente nel vuoto del respiro;

e siamo invisibile richiesta sapendo,
dimenticando d’essere anche un rivelare
silenzioso terreno dell’inascoltato
inumana domanda nel rivolgerci parole:

“dì noi ancora, precipizio del tempo
del mietere ricordi utili a dimenticare
il miracolo del mondo e le redini
dei cavalli d’una mente universale,
e lascia vita uccidere i suoi uomini
e parole scorrere invano dagli occhi”

che vanno nell’andare deserto
pensieri bagnati di fonte
straniera nello scorrere
a valle del delta pensiero
e parole splendenti di sale
cristallizzando un muto mistero.

Antonio lo potete leggere su questo link http://disgrafie.blogspot.com/

Il blog è nato da poco ed è per questo che ho messo due poesie.

 


Novità e non solo

Intervengo con un post per spiegare alcune novità che andranno ad arricchire il blog nei prossimi mesi.

Innanzi tutto per ogni nuovo ospite, oltre la poesia e il link dove andare a leggere, ci sarà,per quelli che hanno avuto la fortuna e la bravura, un link diretto alla pubblicazione.

Questo perché, ci perdiamo in inutili discussioni sulla morte della poesia ma poi facciamo poco per divulgarla. Il mio è un piccolo passo ma da qualche parte bisogna pur provarci.

Gli ospiti, saranno divisi in due parti, quelli nuovi, che nel passare del tempo ho conosciuto ed apprezzato e quelli che già hanno passeggiato da queste parti.

Quando cominciai questa avventura, molti mi SCONSIGLIARONO di ospitare altri autori, per non dare minor peso alle mie di poesie. Io non ho seguito questo consiglio, non fa parte del mio carattere, non è nella mia indole partecipare a strane gare che come premio hanno il solo ego a disposizione.

Quindi rinnovo con forza la presenza del mio blog (ormai anche vostro), come uno spazio LIBERO dove poter postare poesie e opere letterarie, senza la pretesa di essere organo di competizione ma solo di lettura.

Grazie come sempre, alle numerosissime visite, a chi commenta e anche a chi non lo fa ma rivela la presenza anche sono con un click.

 


Antonella Taravella

MURI
il raggio batte intero sui muri,
dove il riflesso si spolpa e scivola lungo le pareti,
tempo che s_combatte con le gengive
per dirsi
e ritrattare l’ombra che molesta l’angolo

c’è un numero lì
32. Trentadue.

rammendato nella forzatura di un sorriso,
te lo ricordi
ancora
nei germogli dei giorni scrostrati appena
da questa pioggia che non tutto toglie,
l’affondo non è fino a soffocarci
dentro
la somma
è un numero
chiostrato dalle piante
che avviluppano segmenti di ringhiera srotolata
nelle cifre di mattoni sempre uguali
e ti dico
sulle mani
che dopo la pioggia c’è il gelo
che afferra le ginocchia
in un pianto

Antonella ha un blog la potete trovare qui http://nevertearusapart.wordpress.com/


Le vie poetiche

E’ giusto che io ringrazi Sebastiano Patanè per aver, non solo pubblicato una mia poesia ma rencensito la mia scrittura. Qui il link del blog, che tra l’altro è molto interessante e frequentato da molti amici.

http://leviepoetiche.blogspot.com/2011/11/fragmenta.html


oltre

Lasciami esistere, oltre le parole
oltre il seme che affonda
dove la voce si riversa
e tutto diviene liquido
inconsistente
subacqueo

vedi, una volta c’erano gli alianti
e bastava alzare gli occhi
per non saperci stretti
e sentire quei silenzi resi
di rimbalzo -arresi come li vorresti-

oggi i cieli sembrano più bassi
linee blu, appena sopra i tetti
che prima mendicano pioggia
e poi non hanno nulla su cui spiovere


Fragmenta

Come già scritto non mi piace scrivere post su premi e concorsi vari ma bisogna fare un’eccezione ogni tanto, come in questo caso.

E’ uscito il libro del concorso della casa editrice Smasher. Si intitola FRAGMENTA e all’interno sono presenti cinque mie poesie.

Approfitto per ringraziare, Giulia Carmen Fasolo, editrice, Enzo Campi responsabile della collana Ulteriora Mirari e la giuria, in cui figura anche Natalia Castaldi.

Mi sembra giusto ringraziare anche tutti coloro che sopportano le mie poesie, che mi hanno sempre dato consigli, criticandomi quando gli scritti non erano all’altezza.

Qui il link per comprare il libro : http://www.edizionismasher.it/component/content/article/77/126-mosaici.html


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