Un giorno forse

Un giorno forse, le filiere fisseranno la vaniglia
e ti troverò sdraiata nelle setole
a leccarti i polsi slogati, che pensavi non servissero
che bastassero le braccia a consolarti
per non cadere in un letto senza vento
senza nemmeno le vele per salpare.

E tu, che ritorni tardi, niente pensieri
come gonne sotto le ginocchia, che tremano
avvitate sul lino del cielo, a lacrimare
di monili tesi al nudo di spalle
e poi pregare, in colore di grano
come le facce delle vecchie case
che lentamente si perdono di pioggia.

Ed io, che non trovo il tuo dio
forse nemmeno l’ho mai cercato
e sembra che il male tuo sia il mio
che sia ferro oppure seta non importa
o un’altro inverno. Di un’estasi mancata
dell’alba smorzata nel cuscino
che sembra notte, oppure silenzio
con il peso di un’incudine sui passi.

Informazioni su Gianluca Corbellini


9 responses to “Un giorno forse

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