momento armonico

Poi capita di svegliarsi soli
in uno di quei giorni gassosi
senza mattine
e senza mani a tastare il comodino

lasciare gli occhi sul soffitto
sperando in un grandangolo
perché misurare i chilometri alla fine
è un atto di fede

lo sai, la mancanza è un articolo indeterminativo ;
il momento armonico, un periodo lungo
orfano di virgole
una prefazione

di pagine come rotaie
e di un treno merci
che non passa, se non dopo il tramontare

Informazioni su Gianluca Corbellini


17 responses to “momento armonico

  • Enrica

    Che dire…sono senza parole. La mancanza un articolo indeterminativo cosa aggiungere se non il silenzio.

  • 00chicca00

    mi piace molto l’idea di mancanza come prefazione, quasi a voler dire che poi non tuto è perduto
    bella sì

  • Consuelo

    Tu lo sai, non sono una tipa da “sempre in prima linea”, mi piace stare dietro le quinte, da sempre, fa parte di me, questa volta però voglio commentarti anche io, voglio dirti quanto ti apprezzo e stimo come poeta e che sono convinta che la tua bravura è il risultato e la sintesi dell’uomo che sei…più che un commento sembra una dichiarazione d’amore, excuse moi!!!!!!!!!!!!!:-)Cmq bravissimo, come sempre…

  • Gianluca Corbellini

    @ Chicca Grazie
    @ Enrica Grazie
    @ Consuelo…adesso sei tu che mi lasci senza parole. Grazie amore

  • llMeZzanottell

    ” Giorni gassosi senza mattine ” è un’ideazione notevole. Sai che per mio gusto sono attratta dagli arrangiamenti verbali che creano effetto nell’immagine. Per quanto riguarda la forma, è fluida e sinuosa, grazie anche agli stacchi indovinati, che per questo non soffrono per il fatto di essere ” orfani di virgole”. Tres bien.

  • stroszek85

    Quello che mi è piaciuto di questa poesia sta in alcune trovate veramente belle, in alcune metafore che sanno ben destreggiarsi fra ciò che potrebbe essere dozzinale e ciò che potrebbe divenire, viceversa, stucchevole… Finendo quindi per rappresentare fedelmente e in maniera autentica la realtà. Il verso che ha indicato Mezzanotte credo sia il più rappresentativo in questi termini.

  • Gianluca Corbellini

    Grazie stroszek del bel commento. A proposito chi fosse interessato ad un sito intelligente anzi direi uno dei più interessanti in questa desolata rete, basta clikkare a destra sul blogroll ; stroszek85

  • Angela Merletti

    Accidenti, questa me la stavo per perdere. Grande, grandissimo Gianluca.

  • fscapellegrino

    straordinaria davvero. complimenti

  • intarsiodiversi

    dare la giusta espressione alle parole non è facile, perché è come se dimorassero nell’incompletezza perenne. ma la tua grande sensibilità, quasi le salda l’una all’altra nel senso voluto, non uno scrivere per caso che sta diventando di moda solo per stupire.

    ferni

  • Gianluca Corbellini

    Grazie a Francesca, Le mot e Angela.

  • Samoa

    Eccomi Gianluca.
    Mi ha intrigato l’immagine del risveglio,le sineddochi che pure addizionate non riescono a fare delle membra un vero corpo,il suo ritrarle come sparpagliate in spazi dove non dovrebbero stare. E la fatica di un ricomporsi quotidiano . Mi piace certo il corpo che si fa scrittura ,testo ( perchè è del corpo e per il corpo che scriviamo) e la ricerca di un’identità ,identificazione che sfugge o al massimo rimane indeterminata ( buona allegoria quella dell’articolo ,sebbene abbastanza poeticoise ,per me) .
    A volere essere sincero,e tu sai come io non mi esima,la strofa finale vive un certo calo di tensione affidandosi a metafore rodate e rassicuranti c
    ome quella del treno o del tramonto . Non so,è come se ,là smarrito,tu avessi deciso di affidarti ad abiti giá indossati da altri,quindi certi. Ma poi sono prospettive e sono certo che tu intenderai.

  • Gianluca Corbellini

    Samoa concordo per il finale…non è il momento adesso ma proverò a scrivere in maniera diversa la chiusa…:)

  • Pedro..|PN|..Corripio..Alterego..Luca

    Seguo la tua ”evoluzione” da tempo. Ciò che ritrovo con costanza, come una radice, è il punto di vista, l’Io poetico: Tu. (Ti vedo al tavolo di un bar mentre fissi le immagini sul moleskine, con dolcezza spontanea). Rispetto ad altre tue vecchie è meno ”artificiosa”. Hanno già sottolineato i passaggi più interessanti e significativi nei commenti precedenti. Ci sono parti non totalmente inutili, che sembrano scritte però più per riempire, meno ispirate (come la chiusa): quasi a voler chiudere un cerchio, cosa non necessaria.

    Non amo commentare, non l’ho mai amato, lo sai, non solo per un’incapacità personale. Lo sento inutile; ingranaggio di un meccanismo che combatto (è una guerra contro una parte di me, fondamentalmente) quindi non mi interessa imparare a farlo. Questo è per dirti che non mi vedrai più qui come su altri siti a dare pareri Personali. Non appoggio l’intellettualismo sterile. Con stima, Luca.

  • Francesca Canobbio - rosadstrada

    mi piace l’esistenzialismo di questa tua poesia, che rende con metafore calzanti e incalzanti il passo del “memento”, in una accordatura armonica che arrangia il tempo sulla cifra della scrittura, sull’indeterminazione come l’impossibilità di afferrarci completamente quando tutto sfuma come un tramonto cangiante….
    ciao!
    bel blog (-: a presto. f.

  • Gianluca Corbellini

    Francesca grazie anche a te…non avevo il pc e non ho potuto farlo prima🙂

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