Il mare intimo

Di questa terra sbiadita, senza alberi
e delle piogge che si lasciano scorrere
nei pugni, traghettati ad un perno dal cielo
perché a togliere le nuvole
nessun dio si mostra leggero
al mondo che esce imprevedibile.

se solo potessi, attraversare il mare intimo
che ingoia tutto e spezza breve
lo stridio di un pesce sotto i piedi, e le orme
di uno scatto costante della voce
che sprofonda, ad un soffio dai confini

perché i dolori non si bagnano di pane
mettono a nudo i sensi, non già le gambe
che tentano un salto dalle alture, e poi il boato
del ghiaccio che preme sulla fronte
e di un varco teso a lasciarsi andare

meglio non chiedere quanta luce mi rimane
forse il tempo di franare le ginocchia
o sulla frattura familiare già scomposta
dove le ombre sotto crepitano
e delle braccia a riparare dall’istinto.

Informazioni su Gianluca Corbellini


17 responses to “Il mare intimo

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