D’inverni

Un tempo, vedi, aspettavo la neve
scivolando disegni sui vetri, che restano
anche dopo aver appeso i sogni
che per ognuno ne basta un alito
come l’aria che mi scorre accanto.

Vorrei sapessi quanto mi ferisce
l’odore d’arancia tra le dita
e il ventre, che del freddo ne è l’erede
fino a perderne la sensibilità tutta
di chi vive col silenzio delle foglie.

È il peso dell’inverno che mi parla
a scavare cappi negli abeti e scuoterli
di pavimenti in sempreverde ricoperti
come lo svanire dei momenti, di mani esili
e di gesti somiglianti alle carezze.

Informazioni su Gianluca Corbellini


10 responses to “D’inverni

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