Naufragare

Sai, delle foglie che corrono
a graffiare le ciglia di traverso
come soffiare sul sapone
da chi respira a malapena.

Di quando le memorie si perdono
nell’asfalto di riso bagnato
ed io, chino a raccogliere il vento
che nascondo nelle tasche.

E poi guardare fuori dalle finestre
l’ombra incerta dell’uva fragola
che cola di stagioni tristi
fatte di carta, come le barche in pozze
spinte dai sogni di un bambino.

Ormai il tempo ha spento gli occhi
addormentati in un letto, senza vele
che non servono per naufragare
perché una terra vale l’altra
come l’illusione tutta vigliacca 
di chi si finge un’altra vita.

Informazioni su Gianluca Corbellini


4 responses to “Naufragare

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