L’ultima cena

E’ un finale insostenibile
quello dei film in bianconero
di un cielo nel colore di pane
che dividi nell’ultima cena
a spezzarmi il corpo tutto.

Non ti accorgi di me, delle tasche
che rivolto di traverso
a raccogliere i fili in trecce
prima che si sciolgano le dita.

Non ti accorgi del freddo intenso
che è sempre inverno, qui
ai confini del muro nel petto
un lungo ponte levatoio, di notte
di polsi appesi  nel vuoto.

Certe nebbie sono eterne
ti rimangono addosso, a coprire
il peso degli anni e le vedute
di te che mi scivoli gli occhi
come un mare che muore d’asciutto.

Informazioni su Gianluca Corbellini


5 responses to “L’ultima cena

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