Tracce di gesso

D’ardesia scorrono tracce
graffiti in gesso
che disegnano giacche a righe
deformate in calce
come illusioni metalliche
a cavarne gli occhi defunti.

Sono stanco
di sentirvi digrignare i denti
che si perdono nei piatti luridi
e poi nascondermi sotto i tavoli
a scrivere di schegge
sputate sulle colpe del padre.

Ho bisogno di baciare il ferro
lucidarmi le labbra
nella pozza di un cardinale
che si scioglie sul muro
a ricordarmi per sempre.

Liberamente ispirata alla canzone Jeremy dei Pearl Jam, il testo parla di un ragazzo che una mattina entra a scuola con una Magnum e si spara in bocca davanti alla classe. In seguito una compagna trovò degli appunti di Jeremy in cui chiedeva solo di poter esistere ; in famiglia, a scuola nel mondo.

Eddie Vedder rimase colpito da questa solitudine e ci scrisse questo brano che poi è un invito rifiutare il suicidio come mera vittoria di Pirro contro questa società abbietta e poco avvezza alla diversità.

Informazioni su Gianluca Corbellini


3 responses to “Tracce di gesso

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