La tristezza dell’Argilla

Lo sai che non posso essere l’Ambra che si alza
perché non conosco l’ingenuità di questo cielo
Se potessi ti donerei il calco dei sorrisi
ma ho smarrito le carezze delle aurore.

Ti prego, non sfiorare la tristezza dell’Argilla
mascherando il viso di cristallo
un lucchetto serrato dalle lacrime
come inchiostro di bruma in cui sparire.

Ho gettato i sogni nei giardini del tormento
seminandoli nei rituali degli Inverni
che ti lasciano schegge conficcate nel sudore.

Non ti curar delle follie dei rimpianti
sono angoli di polveri sottili
basta un soffio ruvido a destarle
come aghi incastonati dritti al cuore.

A Consuelo

Informazioni su Gianluca Corbellini


2 responses to “La tristezza dell’Argilla

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