Stranezze

Eppure amavi le mie stranezze
di quando decollavano le dita
per far ruotare le girandole
che poi di vento si scuotevano
a danzare sorprese dai fiumi.

Visti da me quei fori sui ponti
tanto da soffiarci dentro
e poi i cerchi di rame
che succhiavo al mattino
nelle tazze da collezione.

E come le gru nei cortili
a disegnare campane
da salvare sotto la pioggia
che poi scivolavo di traverso
scavato negli angoli
dei sorrisi sciolti nel gesso.

Informazioni su Gianluca Corbellini


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